Creiamo Cultura, recensione

Olga di carta e il suo straordinario viaggio

Tutti sapevano che Olga amava raccontare bene le sue storie oppure non le raccontava affatto, e quando la giovane Papel attaccava un nuovo racconto, la gente si metteva ad ascoltare. Sarà stata la fame di conoscere per chi non s’era mai mosso dal villaggio; sarà stato il solletico che ogni storia procurava a un angolino della mente, trasformando fatiche e pensieri in sogni e speranze; sarà stato il fascino dell’ignoto e dello straordinario, sta di fatto che, quando Olga Papel cominciava a raccontare, chi era vicino tendeva l’orecchio, le finestre si dischiudevano, le voci nei cortili si acquietavano, volti incuriositi sbucavano da dietro il bucato e chi era in casa usciva, trascinandosi dietro una sedia.

Strano ma vero, quella ragazzina di appena undici anni era uno dei passatempi più graditi del paese…

Olga Papel racconta la storia di Olga una bambina di carta, che sembra aver vissuto fantastiche avventure.

Olga la narratrice è una bambina esile come un ramoscello, ma ha una dote, sa raccontare storie. Un giorno per consolare il suo amico bruco Bruno Olga decide di raccontargli la storia della bambina di carta, che voleva diventare una bambina normale in carne e ossa. Dunque intraprese il viaggio alla ricerca della maga Ausolio, che avrebbe fatto la trasformazione.

Olga attraverso la sua storia vuole far capire a Bruno che ognuno è fatto a suo modo, vuole fargli ritrovare la fiducia in se stesso e vuole mostrargli la sua bellezza.

Nella storia sono presenti insegnamenti fondamentali per i bambini, ma anche per i grandi.

Olga di carta scopre di essere unica al mondo lei che si era sempre sentita diversa, strana, sbagliata, inadeguata, brutta. Ma mai unica al mondo! Unica al mondo le piaceva.

La maga le chiede in cambio di consegnarle ciò che lei è ora, il suo fagotto pieno di ricordi, essi dicono chi è, da dove viene, le sue origini.

Olga spiega alla maga che ha attraversato mari, monti, valli, cieli ha stretto amicizie. È cambiata, il suo abito bianco adesso è colorato, ha i riccioli in testa! Idee! Le sue mani sono più grandi e reggono carichi più pesanti. I suoi piedi sono più grossi e fanno passi più lunghi. Non avrebbe mai intrapreso quel viaggio se fosse stata una bambina normale.

Non è arrivata fin li da sola, ma la accompagnata chi le ha insegnato la pazienza, il rispetto, la gioia nella semplicità, dice: “Mi ha sorretto sempre chi mi ha fatta forte, coraggiosa e tenace, e ha creduto in me”. Ha scoperto di non essere fatta solo di carta, ma è fatta anche d’amore, di amicizia, di ricordi e di speranze e sono stretti tutti dentro il suo fagotto, dentro il fagotto c’è lei, con la sua storia e i suoi sogni.

 La Fammi Vento Associazione Culturale e di Formazione ha portato “in scena” la storia della piccola bambina di carta Olga e racconteremo il suo #viaggio meraviglioso, scopriremo le sue #qualità, le sue doti, grazie allo spettacolo Il Canto delle Megattere, del Maestro di danza Marco Santangelo, presidente della associazione Formazione Artistica Flashdance
Uno #spettacolo unico, che da valore alla #donna alle sue #doti, i suoi #desideri, le sue #paure, i suoi #amori e i suoi #sogni.

#Donne, #ragazze, #adolescenti e #bambine in un turbinio di #emozioni vere, forti, autentiche. La pelle d’oca affiora ad ogni cambio di scena.

Lo spettacolo è suggestionato anche dall’#atmosfera #surreale del teatro/salone, adiacente al #chiostro, dell’istituto Santa Caterina, Randazzo (CT).

La scrittrice è Elisabetta Gnone che ha scritto anche la trilogia fantasy Fairy Oak.

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