Apprendimento, Creiamo Cultura, fabbrica delle parole, Giochiamo con le parole

I buoni dizionari raccontano la vita di ogni parola. Perché le parole hanno una vita?

Fammi Vento associazione culturale e di formazione è con l’amica Giovanna e insieme Giocano con le parole. Giovanna racconta…

Ore venti. Il telegiornale si aprì sul faccione rotondo, calvo e incavolato del nostro Presidente a vita e anche oltre: Necrode.

Ha cominciato.

“Chiacchieroni! Chiacchieroni per bocca e per iscritto! Ma vi guarirò io da questa malattia. Come si può lavorare, se non si fa altro che parlare?”

“Ascoltate! Voi parlate in continuazione! Perfino di notte. Ci ho pensato su. Come salvarvi? Avete troppe parole. Allora ho deciso. A partire da adesso, proibisco le parole inutili. Quali sono permesse? L’elenco vi verrà comunicato. E grazie allo sforzo di tutti in poco tempo sradicheremo questa peste: la verbosità“.

Eravamo scesi tutti in strada per commentare il discorso.

A un certo punto, qualcuno ha urlato: “Un incendio! … viene dalla casa del Capataz”.

Un giorno il Capataz mi aveva fatto visitare il suo covo. “Dal momento che ti piacciono le storie, Giovanna …” Col cuore in gola ero entrata nel santuario, tappezzato di libri dal pavimento alla volta. Dopo un momento di esitazione mi sono messa a rovistare.

“Ma dove sono?”

“Chi?”

“Ma le storie … non ne vedo l’ombra!” Non trovavo ne un  libro per bambini, ne un fumetto, nemmeno un romanzo, soltanto … dizionari… (Dizionario delle farfalle, Dizionario dei venti del mondo). “Perché, Capataz? Che strana raccolta! Si annoierà a morte con questi!” “Non credere Giovanna, soprattutto tu che ami le storie”.

“Un giorno te ne andrai per la tua strada, Giovanna, via terra o via mare. Un giorno partirai, è nella tua natura. Ma dovrai scegliere tra viaggiare e leggere. I libri sono troppo pesanti da portare in viaggio. Se dovessi scegliere un libro come compagno, quale prenderesti?”

“Alice nel paese delle meraviglie”.

“Ottimo, Giovanna, ottimo. Ebbene, vedi, io , prima di imbarcarmi loro mi supplicavano. Mi tendevano le braccia …”

“Io sono giovane, Capataz, mi spieghi! Questi poveri dizionari …”

“I buoni dizionari raccontano la vita di ogni parola”.

“Perché le parole hanno una vita?”

“Certamente! Una vita più lunga perfino della mia. In ogni dizionario ci sono da 30.000 a 40.000 parole, dunque da 30.000 a 40.000 storie. In un solo libro… e, con tutte quelle parole, puoi costruire le storie che vuoi. Come un muratore. Le parole sono come mattoni! I mattoni delle nostre frasi. I mattoni dei nostri sogni. I mattoni della nostra fantasia, i mattoni della nostra speranza”.

Mi ero accorta che eravamo circondati da una folla. I poeti e i cantanti dell’isola. Che erano venuti a prendere in prestito un rimario, di notte per non essere visti.

Cos’è una rima, amici miei? Ho ricordato la definizione ufficiale:”Sono identiche alla fine di ogni verso”. Si, suoni che tornano di continuo, suoni che uniscono ogni frase alla successiva; grazie alle rime le frasi si tengono per mano …

E poi passarono i giorni…

La fabbrica delle parole …

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