laboratorio musicale, Storie sotto l'albero

Laboratorio musicale. Lo schiaccianoci e Il barbiere di Siviglia.

L’associazione Fammi Vento ha preparato per sabato 18 gennaio 2020 ore 17:00 il Laboratorio musicale in compagnia de Lo schiaccianoci e Il barbiere di Siviglia

La musica è un linguaggio, è comunicazione ed è arte, e ha  la caratteristica di essere universale, può essere ascoltata da chiunque e riesce a trasmettere diverse emozioni e sensazioni.

Siamo circondati da suoni e da rumori quotidiani: una goccia che cade, il pianto di un bambino, le onde del mare; tutto questo è musica. La musica ci aiuta anche a crearci una nostra identità, dal rock al pop, dall’opera lirica alla canzone popolare, ogni singolo genere unisce persone con le medesime caratteristiche.

La musica è un insieme di suoni organizzati nel tempo, ma è anche sentimento, è rabbia, è dolore, è tristezza e può diventare qualsiasi altra cosa noi desideriamo.

Tra le opere dall’atmosfera natalizia, un posto d’onore spetta alla fiaba del Principe Schiaccianoci e al meraviglioso balletto nato dalla collaborazione con il musicista Petr Ilic Cajkovskij (1840-1893).

La storia si ispira al racconto Lo schiaccianoci e il re dei topi di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann.

Il balletto debuttò il 18 dicembre del 1892 al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, ma non ebbe molto successo, nel tempo però è diventato uno dei più rappresentati nei teatri di tutto il mondo e la musica si ascolta in numerosi film.

Tuttavia dell’originale racconto di Hoffmann rimase l’intreccio della vicenda; venne utilizzato come base anche Il Racconto dello Schiaccianoci di Alexandre Dumas padre, versione più poetica della storia di Hoffmann, in quanto rendeva il tutto una deliziosa favola.

E’ la vigilia di Natale in casa Stalhbaum, i genitori dei piccoli Clara-Marie e Fritz stanno organizzando una festa per riunirsi intorno ad uno splendido abete.

Il quadretto è animato dall’arrivo dello zio mago, che reca alcuni doni stravaganti, tra cui un misterioso schiaccianoci a forma di ussaro che affascina moltissimo la piccola Clara prima di essere danneggiato dal dispettoso Fritz.

Al termine della festa Clara tra il sonno e la veglia cerca ancora il suo schiaccianoci; allo scoccare della mezzanotte dagli angoli più bui della stanza, cominciano ad apparire dei topolini che ben presto assumono un aspetto minaccioso; allora anche i soldatini escono dalle loro scatole dando vita ad una feroce battaglia.

Anche Lo Schiaccianoci, ha preso vita e affronta in duello il Re dei topi che riesce a sconfiggere. Il vincitore, trasformatosi in un bel Principe e invita  Clara tra i rami del magico albero di Natale.

Clara lo segue, il quadro cambia e, nella notte di luna piena, entrano in una foresta innevata, con tanti alberi addobbati a festa.

I due giovani entrano nel Regno dei Dolci, un luogo ricco di decori colorati come caramelle, con fontane che sprizzano sciroppo di ribes. Al Palazzo Reale li riceve la Fata Confetto, che si fa raccontare dallo Schiaccianoci tutte le sue avventure.

Subito dopo, per volere della Fata Confetto tutto il Palazzo si esibisce in una serie di danze in onore degli ospiti che compongono il Divertissement più famoso e conosciuto delle opere di Čajkovskij, in cui sfilano tutte le leccornie, provenienti dai diversi Paesi del Mondo.

La cosiddetta Danza spagnola è un omaggio al Cioccolato mentre al Caffè è dedicata la Danza araba, al Tè la Danza cinese per concludere con la Danza degli zufoli e il Trepak nella quale piroettano i bastoncini di zucchero dalla Russia.

Le danze culminano nel famosissimo Valzer dei fiori, una delle opere più popolari di Čajkovskij.

Dopo, la Fata Confetto e il Principe si esibiscono in un Pas de deux mentre fanno comparire la slitta che riporta Clara alla realtà. Questo pas de deux è il culmine poetico del balletto.

Il balletto si conclude con un ultimo Valzer, l’apoteosi che celebra tutti i personaggi del divertissement ponendo fine al sogno di Clara che si risveglia felice ripensando alle straordinarie avventure vissute mentre stringe al cuore il suo amato schiaccianoci.

Cajkovskij che aveva una facilità di invenzione melodica come pochi così come suggestive sono le invenzioni timbriche. Ospitò nella sua tavolozza una non indifferente serie di effetti inediti. Egli aveva infatti deciso di sperimentare alcuni strumenti curiosi e di ‘rumori’: prima fra tutti la Celesta strumento conosciuto dal compositore a Parigi e immediatamente celebrato nell’organico orchestrale, e poi trombette e tamburi infantili, cuculo, un fucile, quaglia, tamburi-coniglio, castagnette, raganella…musica che è tutta una festa per l’udito, intessuta di preziosità infinite a partire dalla trasparente Ouverture-miniature.

Nel suo “Schiaccianoci”, Hoffmann rende omaggio alla grande tradizione tedesca del far dolci, con una magnifica landa zuccherosa, sovrastata da un imponente castello di marzapane.

La Fata Confetto in realtà si chiama Sugar Plum Fairy, ovvero la Fata Prugna Zuccherata, un dolce molto utilizzato durante le feste natalizie sia in Russia che nel resto d’Europa. Si aveva l’abitudine di appendere queste prugne zuccherate sull’albero di Natale e di gustarle durante le feste.

Storia di un’iniziazione alla vita, tra il desiderio di crescere e le paure dell’età adulta, tra la nostalgia della fanciullezza e i turbamenti dell’esistenza, Lo Schiaccianoci è la storia in cui l’infanzia è da ricordare come un paradiso perduto.

La musica de Il barbiere di Siviglia è del compositore Gioacchino Rossini (1792-1868). L’opera fu scritta per andare in scena al teatro Torre Argentina di Roma per il Carnevale del 1816, e si racconta che Rossini, che aveva 24 anni, la compose in due mesi.

Prima di Rossini, Giovanni Paisiello aveva messo in scena il suo Barbiere di Siviglia nel 1782 e aveva riscosso uno dei maggiori successi della sua fortunata carriera e sembrava inammissibile che un compositore così giovane osasse sfidarlo.

Rossini in realtà non aveva nessuna responsabilità sulla scelta del soggetto perché l’opera fu scelta dall’impresario del teatro Argentina di Roma.

A quei tempi qualsiasi rappresentazione doveva scontrarsi la censura pontificia. Per andare sul sicuro, l’impresario propose come soggetto “Il barbiere di Siviglia”, che fu subito approvato.

La prima rappresentazione terminò fra i fischi. Il clima generale era di totale boicottaggio, dovuto ai sostenitori della versione dell’opera di Paisiello.

Negli anni seguenti però l’opera fu rappresentata nei teatri di tante altre città con sempre maggiore successo, accolta ovunque come un capolavoro.

Il Laboratorio musicale sarà una vera e propria festa per l’udito …

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