#100giannirodari, Apprendimento, creiamo cultura insieme

Perchè si deve studiare? Per conoscere il mondo e per farlo diventare più bello. #100GianniRodari.

Nacque oggi, il 23 ottobre del 1920, uno dei maggiori rappresentanti della parola italiana, scrittore e favolista, giornalista e poeta, che ha accompagnato e ancora accompagna l’infanzia di molti Gianni Rodari.

L’associazione Fammi Vento ha partecipato ai festeggiamenti del centenario di nascita di Gianni Rodari che si sono tenuti a partire dal 23 ottobre 2019 fino ad oggi  https://100giannirodari.com/.

Rodari  è il manifesto culturale della nostra Italia, perché ha dedicato la sua vita a rendere i bambini più consapevoli e perché era un fantastico promotore della lettura:

“Perché si deve studiare?”, chiedeva nel Libro dei perché del 1980. “Per conoscere il mondo e per farlo diventare più bello e più buono. Attenta, però: non si studia soltanto sui libri. Mi ricordo di un Topo che  viveva in biblioteca e amava tanto l’istruzione che si mangiava due libri al giorno. Una volta trovò in un libro l’immagine del Gatto e subito dopo la divorò. Mentre digeriva tranquillamente, convinto di aver distrutto il suo nemico, il Gatto in carne e ossa gli saltò addosso e ne fece due bocconi. Tra un boccone e l’altro, però, si fermò per dire – Topolino mio, bisognava studiare anche dal vero”.

L’associazione Fammi Vento ha realizzato il suo programma per i festeggiamenti con una serie di Laboratori di storie fantastiche, un ciclo di attività dedicate alla Fantasia che è materia prima delle opere di Rodari.

Durante i nostri incontri abbiamo discusso ad alta voce le ragioni della fantasia rivedendo il suo ruolo nella vita di ciascuno, e lanciando un messaggio nuovoprovocatorio, ma certamente serio.

Al centro delle nostre storie c’è sempre stato Rodari autore di filastrocche leggere, estrose, insolite, di favole e storie fascinose apprezzate da adulti e bambini. Sono storie di pensiero, frutto del suo modo di leggere il mondo. Anche perchè la Fantasia è uno strumento di conoscenza potente, ma delicato, da usare con cautela e perizia.

Abbiamo iniziato con il gioco del sasso nello stagno e siamo andati alla ricerca di parole nuove e note, facendo il gioco de le associazioni più pigre, il “Gioco della memoria”, “Quella volta che…”, “Il gioco del cantastorie”, il “Binomio fantastico”, l’”Ipotesi fantastica”, “Il prefisso arbitrario”…

Lo scopo principale di questo progetto era quello di aiutare i ragazzi ad accrescere la voglia di apprendere, di far nascere in loro il desiderio di scoprire cose nuove e di aiutarli a essere soddisfatti di se stessi.

In altre occasioni abbiamo conosciuto i Viaggi di Giovannino Perdigiorno che non è un accomodante viaggio nei luoghi dell’ironia e del paradosso, ma ha i segni della contemporaneità e della coraggiosa protesta.
L’umorismo dell’assurdo, il gioco della dissacrazione dei luoghi comuni sono l’invito a liberarsi dagli schemi, dal conformismo per guadare lontano.

In questo momento storico abbiamo perso i punti di riferimento e Gianni Rodari con i suoi libri ci indica la strada della tolleranzadell’amicizia, scommettere sulla nuova generazione.
Nel l’antologia “Le parole della fantasia” sono riuniti sei titoli che danno il senso della prospera inventiva dell’autore.


Con la lettura del racconto “Gli affari del Signor Gatto” abbiamo scoperto che i gatti sono spesso i protagonisti delle storie di Rodari.

Ma volete sapere com’era decorato l’albero di Gianni Rodari? Scopriamolo insieme dalle sue vive parole.

Il mio albero di Natale è troppo ingombrante perché io possa piantarlo in un angolo del salotto (veramente non ho nemmeno un salotto) o magari in anticamera, nel portaombrelli. Potrò fare domanda al sindaco per avere una piazza a mia disposizione? E’ difficile che il sindaco mi possa accontentare. Pianterò il mio albero di Natale in questo angolo del “Pioniere” che, per quanto piccolo, può contenerne tutti i doni, più uno, o più un milione: può contenere tutto quello che io voglio metterci.

In questi incontri abbiamo sperimentato l’ebbrezza della libertà di pensiero,  abbandonati gli spazi virtuali, le comunicazioni anonime, i pensieri astratti e formali, abbiamo affrontato interazioni vere, reali e concrete.

La #conoscenza non è passività, la conoscenza è attività, è qualcosa che ti spinge sempre a reinventarti, a riscoprirti, a inventare qualcosa di nuovo.
La conoscenza è l’arte di modificare la realtà, perché dal momento in cui tu sai hai la capacità di cambiare il mondo.

Imparare significa avere la capacità di elaborare delle idee.

La Cultura è la capacità che la nostra mente ha di capire la vita, il posto che vi teniamo e il rapporto con gli altri uomini. Ha Cultura chi ha conoscenza di sé.

La Cultura è un con-essere, è l’essere insieme agli altri, schierarsi con il mondo e unirsi. La cultura è una colla che permette questa connessione e ti fa sentire la relazione con il resto del mondo.

Dobbiamo essere attivi anche dal punto di vista della trasformazione, perché il pensiero nasce dall’esperienza, l’esperienza è educazione, ci conduce, ci accompagna. L’educazione è un fatto sociale, che riguarda tutti.

Dobbiamo utilizzare la #cultura come stimolante, per aiutare i più piccoli e i ragazzi a diventare #persone#cittadini, ma soprattutto PADRONI DI SE STESSI.

L’associazione Fammi Vento ha distribuito alla fine del progetto, ai partecipanti, in esclusiva, le famose matite Sprout™, le matite danesi che, dopo essere state utilizzate, invece di essere gettate via, possono essere piantate e fioriscono. Nella capsulina sono contenuti semi non trattati.

Dal momento che la matita Sprout™ è la matita che fa davvero un fiore è stato realizzato un segnalibro “rodariano”, ispirato alla celebre canzone “Ci vuole un fiore”, della quale Gianni Rodari è stato autore del testo.

La scelta del claim è:La matita che fa  UN FIORE dedicata a Gianni Rodari 1920-2020″

La matita è stata data in #omaggio a chi ha partecipato a le iniziative rodariane o a uno dei corsi individuali, ed è comunque disponibile per l’acquisto.

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